I Celti chiamavano l’Equinozio Autunnale “Mabon”, il giovane Dio della vegetazione e del raccolto, figlio di Modron, la Dea Madre.
Si celebra nei giorni 20-21-22 settembre
È la seconda festa del raccolto, ci si prepara per l’inverno, momento di discesa nel proprio sè più profondo. Come ci indicavano gli Antichi Greci: il tempo di equilibrio marca l’inizio della trasformazione.
Essendo un equinozio, il bilanciamento tra luce e buio, rappresenta il così fuori (giorno e notte), così dentro (nel nostro modo di vivere). Il Dio Sole comincia a declinare, la sua energia, si sta condensando nei semi, rifugiati nel grembo della Madre Terra, la luce sta cominciando a diminuire, portandoci sempre più verso il centro di noi stessi;.
È il momento della discesa della Dea nel mondo sotterraneo (come Persefone o Inanna), ora è pronta a trasformarsi in saggia... La Crona. È passata dalle forme primaverili sotto l’aspetto della fanciulla, a quelle estive della madre. Siamo nel tempo connesso con i Misteri Eleusini.
È il momento in cui ci si ferma e si ringrazia, si godono e organizzano i frutti che ci vengono offerti; poniamo fine ai vecchi progetti, per fermarci e ringraziare per i risultati dei nostri personali raccolti.
Queste energie richiamano facilmente un lavoro magico di prosperità, di identificazione di nuovi orizzonti, di protezione e fiducia in se stessi.
Simboli: uva, melograni, ghiande, castagne, foglie cadute
Colori: oro, rosso, marrone, arancione
Cibi tradizionali: radici (es. carote, patate, cipolle, porri), mele,
Erbe: nocciole, granturco, vite, quercia, salvia, lavanda, achillea, passiflora.
“Nel mese del Passaggio
Nel difficile varco tra i mondi
L’augurio di custodire
Mentre il buio avanza
La memoria della luce...”
Poesia di Rosa Carotti

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